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	<title>Scuola di Preparazione Sociale Trento</title>
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	<description>Dal 1957 a Trento per un impegno sociale e politico</description>
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		<title>progetto di un &#8220;viaggio&#8221; di formazione democratica con un gruppo di giovani, per i giovani</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 07:12:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sps</dc:creator>
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		<category><![CDATA[progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[“Tu cosa sei disposto a fare? in viaggio tra i valori e le istituzioni della democrazia”
il contesto della proposta
La fase politica attuale, pur nella innegabile emergenza democratica, sembra offrire alcuni spunti di novità. Per affrontare l’inconsistenza politica che ha caratterizzato le istituzioni e la debole responsabilità democratica che ha caratterizzato la società civile in quest’ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Tu cosa sei disposto a fare? in viaggio tra i valori e le istituzioni della democrazia”</p>
<p><strong>il contesto della proposta</strong><br />
La fase politica attuale, pur nella innegabile emergenza democratica, sembra offrire alcuni spunti di novità. Per affrontare l’inconsistenza politica che ha caratterizzato le istituzioni e la debole responsabilità democratica che ha caratterizzato la società civile in quest’ultimo ventennio, occorre interrogarsi tutti su quali possano essere le strade da intraprendere per rivitalizzare il tessuto democratico, sia a livello locale che a livello nazionale, europeo e globale.<br />
Spinti dalla responsabilità per il nostro paese che l’eredità della scuola e la esperienza personale e comunitaria ci hanno consegnato, ci siamo interrogati su quale fosse oggi il ruolo di questa agenzia formativa di fronte all’emergenza democratica che interessa anche, pur con luci e caratteristiche a volte molto diverse, il nostro Trentino dentro il contesto globale. Si ritiene che la responsabilità debba ritornare fortemente alla società ed occorra per questo attrezzarsi, cittadini singoli e associati, offrendo tempo ed energie all’approfondire il Bene Comune.<br />
In questo contesto la priorità di SPS è mettere ogni progettazione a disposizione dei giovani quale principale risorsa per ritrovare una democrazia di qualità, per dar loro modo di esprimere, in un contesto che non è certamente favorevole, la loro intrinseca capacità di futuro e sperimentare così il gusto per un cambiamento responsabile.<br />
Per questo, SPS mette a disposizione le sue competenze ideali e professionali ed una rete di persone che già cooperano con la Scuola, professionalmente qualificate, caratterizzate da una passione politica intelligente, capaci di immettere originalità e innovazione nel confronto e nel dialogo.<br />
L’intento è quello di offrire un percorso, specificamente un vero e proprio viaggio, dove, attraverso un patto intergenerazionale, poter incontrare attori e istituzioni, che hanno contribuito a costruire la nostra democrazia, e le istituzioni che contengono questa esperienza.</p>
<p><strong>metodo di lavoro</strong><br />
Un gruppo di giovani (al massimo una quindicina), scelti tra gli studenti delle scuole medie superiori della Provincia di Trento e tra gli iscritti dell’Università di Trento, costruirà un percorso di ricerca volto a delineare strumenti e metodi rivolto soprattutto agli studenti delle scuole medie superiori, adatto ad una educazione alla responsabilità politica e ad una cittadinanza attiva.<br />
Questa realizzazione sarà frutto di un percorso comune di approfondimento culturale ed esperienziale dei valori e delle istituzioni democratiche, internazionali, nazionali e proprie dell’autonomia trentina, di un “viaggio” composto di lezioni frontali, seminari di approfondimento, interviste con personaggi, attualmente o in passato, coinvolti nella vita istituzionale e democratica da raggiungere nei loro luoghi di vita. Gli incontri si propongono di superare il semplice scambio giornalistico di informazione, per giungere piuttosto ad un lungo incontro (mezza giornata).<br />
Il materiale prodotto sarà elaborato e messo a disposizione della società civile e istituzionale trentina, anche attraverso il sito della scuola, in una sezione aperta al contributo di esterni, che sarà creata per l’occasione.<br />
Il gruppo si darà, al suo primo incontro, delle regole di lavoro prendendo come modello la cosiddetta “golden role”  , secondo la dizione riportata nel mosaico di Norman Rockwell, che si trova nel Palazzo dell’ONU: “Fai agli altri quello che vorresti gli altri facciano a te” </p>
<p><strong><strong>Obiettivo del progetto</strong></strong><br />
L’obiettivo finale sarà quello di realizzare un complesso di documenti distribuiti attraverso supporti informatici,  e a stampa che conterranno: un glossario sui principali fondamenti della dinamica democratica, una narrazione editoriale dei dialoghi sviluppati attraverso gli “incontri sul campo”. I materiali prodotti si avvarranno del lavoro elaborato all’interno e di eventuali contributi e confronti sviluppati all’esterno.<br />
La nostra attenzione si concentrerà su due gruppi tematici principali: soggetti democratici, valori della democrazia di qui si riporta lo schema.</p>
<p>GRUPPO 1: SOGGETTI DEMOCRATICI:<br />
1. Istituzioni:<br />
- Presidente della Repubblica: Ciampi, a cui invieremo domande scritte.<br />
- Potere legislativo:<br />
– Fini;<br />
– un funzionario della Camera che ci spieghi come nasce una legge.<br />
- Potere esecutivo: 	– min. Mogavero, min Giarda<br />
– Iole Mucciconi, funzionaria gabinetto presidente Monti.<br />
- Potere giudiziario: 	– Corte costituzionale: Mattarella.<br />
                             	– Cons. Superiore Magistratura: Mancino, Vietti.<br />
- Enti locali:<br />
– ANCI Domenico Del  Rio<br />
– personalità istituzionali provinciali<br />
- Politica internazionale </p>
<p>– Unione Europea: Prodi<br />
– Min Esteri: Pasquale Ferrara;<br />
2. Cittadini:</p>
<p>- Società civile: Zamagni<br />
- Sindacati: Camusso o Pezzotta<br />
- Beni comuni: Gregorio Arena – Libera (don Ciotti o Borsellino &#8211; Falcone)</p>
<p>3. Partiti (ancora da pensare a come strutturare questa parte)</p>
<p>GRUPPO 2: VALORI DELLA DEMOCRAZIA</p>
<p>1. Libertà: Ossicini (partigiano)<br />
2. Uguaglianza: Rossanda – Menapace<br />
3. Fraternità: Riccardi</p>
<p>La casa Editrice “Il Margine” ha già dato la sua disponibilità a collaborare realizzando un prodotto editoriale che risponda nel miglior modo possibile all’esigenza della popolazione giovanile delle scuole superiori. </p>
<p><strong>Fasi del progetto</strong><br />
Ogni giovedì dalle ore 20.30 alle 23.00, i giovani protagonisti si incontrano, assieme ai loro tutors, alla sede della scuola per condividere e concertare le diverse fasi del progetto, da aprile 2012 a giugno 2013.</p>
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		<title>“Partecipazione e coinvolgimento dei giovani per costruire una città sicura” &#8211; Evento finale</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 13:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sps</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[I GIOVANI PER COSTRUIRE UNA CITTA&#8217; SICURA SABATO A ROVERETO IL CONCERTO “FUORI MAPPA”
Si può trovare un punto di incontro fra la musica, l&#8217;arte e la promozione della “cultura della legalità”? Non solo è possibile, ma anzi sono i giovani – ai quali tutto questo è indirizzato – a farsene carico in prima persona. E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I GIOVANI PER COSTRUIRE UNA CITTA&#8217; SICURA SABATO A ROVERETO IL CONCERTO “FUORI MAPPA”</p>
<p>Si può trovare un punto di incontro fra la musica, l&#8217;arte e la promozione della “cultura della legalità”? Non solo è possibile, ma anzi sono i giovani – ai quali tutto questo è indirizzato – a farsene carico in prima persona. E&#8217; quanto accadrà sabato prossimo, 18 giugno, al campo polivalente di San Giorgio, in via Europa a Rovereto.</p>
<p>L&#8217;evento si intitola significativamente “<strong>Fuori mappa</strong>” e rientra nell&#8217;ambito del progetto “<em>Partecipazione e coinvolgimento dei giovani per costruire una città sicura</em>”, ideato dal Centro Ricerche e Studi su sicurezza e criminalità (RiSSC) di Vicenza e organizzato dalla Scuola di Preparazione Sociale di Trento, con il finanziamento della Provincia Autonoma di Trento.</p>
<p>Sul palco si esibiranno, <strong>dalle 16.30 e fino alle 19 circa</strong>, due gruppi di ragazzi di Rovereto, scelti dagli stessi giovani che hanno partecipato al progetto: gli “<em>Ice Twins</em>” e i “<em>Neas 84</em>”. <strong>Dalle 20 alle 23.30</strong> suoneranno invece tre band musicali di Trento: “<em>The Swines</em>”, “<em>Vetrozero</em>” e “<em>Rebel Roots</em>”.</p>
<p>Il Comune di Rovereto, partner di progetto insieme a tante altre associazioni presenti sul territorio roveretano (Associazione Ubalda Bettini Girella, Comunità Murialdo, Gruppo Scout Agesci, Decanato di Rovereto), provvederà a fornire il palco e un pannello per la proiezione dei filmati dei ragazzi che hanno partecipato ai laboratori multimediali previsti nel progetto. Il Comitato delle Famiglie di San Giorgio allestirà un punto ristoro con bevande e spuntini.</p>
<p>Musica e arte dunque si intrecceranno, per lanciare un messaggio forte di educazione alla legalità.</p>
<p> <strong>Il progetto</strong></p>
<p><strong> </strong>Il concerto di sabato rappresenta il momento conclusivo di un percorso finalizzato a educare i giovani ad essere attori protagonisti e costruttivi di sicurezza urbana della propria comunità, anziché fattori di insicurezza.</p>
<p>Il progetto si è snodato infatti in tre momenti.</p>
<p>Il primo momento ha visto la realizzazione di un <strong>Cineforum</strong>, nei mesi di marzo e aprile scorsi, con la  proiezione di film che ruotavano attorno al binomio città-insicurezza, seguiti da un dibattito con un interlocutore privilegiato che ha aiutato giovani a interpretare la finzione del film con la realtà del proprio territorio, imparando a “riconoscere” i rischi, soprattutto i più nascosti e meno evidenti.</p>
<p>Un secondo momento è stato il <strong>laboratorio multimediale sulla sicurezza</strong>, svoltosi nel mese di maggio e fino alla prima metà di giugno. I giovani sono stati chiamati a realizzare un originale progetto: l&#8217;elaborazione delle “Mappe della paura”, un percorso di gioco-analisi nel quale i partecipanti sono stati invitati a girare per i territori roveretani individuando i segni di degrado e di insicurezza, percepiti direttamente o indirettamente, tramite interviste ai testimoni privilegiati e la realizzazione di filmati con il cellulare. Questa attività rientra nell&#8217;ambito del progetto artistico “<em>Tracce fuori mappa</em>” di Anna Scalfi, artista trentina. Il progetto consente di far emergere una mappa della città così come i ragazzi la percepiscono, permettendo di condividerla trasversalmente ad altri gruppi generazionali e di interesse, con un servizio di audio-guide.</p>
<p>L&#8217;attività compresa in questi primi due momenti aveva l&#8217;obiettivo di abituare (ma sarebbe meglio dire formare) i giovani ad essere protagonisti del loro territorio in forma positiva.</p>
<p>Il terzo momento è rappresentato dal <strong>concerto</strong> di sabato prossimo. L&#8217;evento intende offrire alla pubblica amministrazione, titolare delle strategie di sicurezza urbana – ma anche alle agenzie educative del territorio (parrocchie, patronati, associazioni sportive e culturali) ed ai residenti – alcuni spunti di riflessione per costruire contesti di sicurezza urbana.</p>
<p>Allegato Locandina evento &#8220;Fuori mappa&#8221;</p>
<p><a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/Locandina-Fuori-mappa1.jpg"></a><a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/Locandina-Fuori-mappa2.jpg"></a><a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/Locandina-Fuori-mappa3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-452" title="Locandina Fuori mappa" src="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/Locandina-Fuori-mappa3-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a><a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/Locandina-Fuori-mappa.jpg"></a></p>
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		<title>Terra di mezzo: vicende quotidiane tra casa e scuola</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 09:31:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Prosegue il  progetto &#8220;Street Life  Training &#8211; La strada come luogo di partecipazione urbana&#8221;  con il primo momento di &#8220;restituzione&#8221; dei dati raccolti  su un significativo campione di popolazione studentesca frequentanti gli Istituti scolastici medi e superiori presenti nella città di Trento.   Infatti,  lunedì  14 marzo alle ore 15 presso  la Sala Affreschi della Biblioteca comunale di Trento si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Prosegue il  progetto <strong><em>&#8220;Street Life  Training &#8211; La strada come luogo di partecipazione urbana&#8221;</em></strong>  con il primo momento di <strong><em>&#8220;restituzione</em></strong>&#8221; dei dati raccolti  su un significativo campione di popolazione studentesca frequentanti gli Istituti scolastici medi e superiori presenti nella città di Trento.   Infatti,  lunedì  14 marzo alle ore 15 presso  la Sala Affreschi della Biblioteca comunale di Trento si terrà la Tavola Rotonda  di cui alleghiamo la locandina di invito.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>A Rovereto, inceve, si terranno una serie di CINEFORUM  dal 10 al 28 aprile 2011 dove si spera di veder partecipare tanti giovani per costruire una città sicura.</strong> Si allega locandina</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/Terra-di-mezzo1.pdf">Terra di mezzo</a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/Giovani-Città-e-sicurezza1.pdf">Giovani, Città e sicurezza</a></p>
<p style="text-align: left;"> <a href="http://www.giornalesentire.it/2011/marzo/2577/esserecittadinioggi.html">http://www.giornalesentire.it/2011/marzo/2577/esserecittadinioggi.html</a></p>
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		<title>separati ma non soli</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 13:16:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tratto dal settimanale Vita Trentina del 30 gennaio 2011 -  a cura di Maria Teresa Pontara
vt 30 GENNAIO PAG. 7
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Tratto dal settimanale Vita Trentina del 30 gennaio 2011 -  a cura di Maria Teresa Pontara</p>
<p><a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/vt-30-GENNAIO-PAG.-7.pdf">vt 30 GENNAIO PAG. 7</a></p>
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		<title>dal settimanale &#8220;Vita Trentina&#8221; del 30 gennaio 2011</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 13:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sps</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Chiesa umiliata a Chiesa umile
In due settimane 160 preti a scuola di comunicazione in maniera evangelica: allinterno della settimana di aggiornamento, sono stati attivati anche dei laboratori di verifica e di esercizio della comunicazione, nell&#8217;ambito dell&#8217;azione pastorale, liturgica e del lavoro di gruppo, coordinato dai prof. Alberto Zanutto e Adriana Arata della Scuola di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Chiesa umiliata a Chiesa umile</p>
<p>In due settimane 160 preti a scuola di comunicazione in maniera evangelica: allinterno della settimana di aggiornamento, sono stati attivati anche dei laboratori di verifica e di esercizio della comunicazione, nell&#8217;ambito dell&#8217;azione pastorale, liturgica e del lavoro di gruppo, coordinato dai prof. Alberto Zanutto e Adriana Arata della Scuola di Preparazione Sociale di Trento.</p>
<p>Di seguito l&#8217;intervista tratta dal settimanale Vita Trentina</p>
<p><a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/VT-30-GENNAIO-2011-P.12.pdf">VT 30 GENNAIO 2011 P.12</a></p>
<p><a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/vt-30-GENNAIO-2011-P.13.pdf">vt 30 GENNAIO 2011 P.13</a></p>
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		<title>genere governance politica</title>
		<link>http://www.sps.tn.it/2010/11/genere-governance-politica/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 23:09:03 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[formazione socio-politica]]></category>

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		<description><![CDATA[La Scuola di Preparazione Sociale di Trento è stata fondata nel 1957 da Don Franco Demarchi,  come agenzia di formazione all&#8217;impegno sociale e politico per i cittadini adulti, con particolare attenzione ai giovani ed alla lettura dei cambiamenti della realtà sociale di riferimento. In particolare, questa attenzione la ha condotta nel tempo a rivedere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Scuola di Preparazione Sociale di Trento è stata fondata nel 1957 da Don Franco Demarchi,  come agenzia di formazione all&#8217;impegno sociale e politico per i cittadini adulti, con particolare attenzione ai giovani ed alla lettura dei cambiamenti della realtà sociale di riferimento.<span id="more-284"></span> In particolare, questa attenzione la ha condotta nel tempo a rivedere il suo ruolo all&#8217;interno del territorio provinciale per rispondere alle emergenti esigenze e priorità formative e di comprensione dei fenomeni socio-economico-politici nuovi. Tale impostazione le ha permesso di acquisire, man mano, nuove competenze e ruoli, pur privilegiando e mantenendo costante l&#8217;attenzione all&#8217;impegno sociale e politico.</p>
<p>Con il contributo dell&#8217;Ufficio per le Politiche di Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento, organizza a novembre quattro incontri per promuovere un’ottica di genere nell’attività di governance, a favorire una maggiore consapevolezza delle implicazioni di genere dell’azione politica e amministrativa, e all’acquisizione di strumenti metodologici per l’azione diretta a livello locale in risposta a particolari frangenti critici.</p>
<p>L’intento è quello di fornire strumenti per una lettura di genere del tessuto politico, sociale ed istituzionale del territorio provinciale e di stimolare la riflessione soprattutto nei giovani ed i neo-eletti, coloro che sono chiamati ad occuparsi della gestione del territorio, del tessuto sociale locale e delle sfide che questo pone</p>
<p>Questa proposta si pone in continuità con altre iniziative precedentemente realizzate dalla Scuola di Preparazione Sociale con il <strong>Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale</strong> dell’Università di Trento (soprattutto nell’ambito del <strong>progetto Equal GELSO</strong>, di cui la SPS è stata partner) finalizzate al superamento della segregazione di genere sul territorio provinciale. Il Centro di Studi Interdisciplinari di Genere (CSG), partner dell&#8217;iniziativa, è stato costituito nel 2007 presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università degli Studi di Trento, con l’obiettivo di diffondere la cultura di genere attraverso molteplici iniziative, quali scambi culturali, dibattiti scientifici e collaborazioni nazionali ed internazionali, e di mettere a disposizione di soggetti e istituzioni del territorio le competenze acquisite.</p>
<p>Ha dato la sua adesione anche  <strong>A.D.Ele. (Associazione Donne ELEttrici)</strong></p>
<p>Fondata a Trento lunedì 8 marzo 2004,è un’associazione formata da donne (attualmente 257 tra iscritte e simpatizzanti) che rappresentano diverse sensibilità politiche, a dimostrazione di quanto sia trasversale la preoccupazione ed il disagio per l’esigua rappresentanza femminile nelle istituzioni.  Più in particolare, le donne di ADEle si propongono di ridurre i vincoli strutturali e culturali che limitano la presenza femminile nei luoghi della politica, sia nelle cariche elettive che nelle posizioni gestionali nei partiti.</p>
<p>In Italia permane, nei diversi ambiti della società, una sostanziale e radicata disuguaglianza di genere. Gli aspetti della relazione gerarchica e stereotipata tra uomo e donna investono la sfera culturale, quella sociale, economica, politica, giuridica e filosofica, e proprio dalla pervasività delle problematiche connesse deriva l’articolazione multidisciplinare dei gender studies. Dall’analisi della società da diverse angolature, i gender studies sono stati e sono in grado di “registrare” la situazione presente e di suggerire possibili azioni volte al mutamento di prospettiva e l’adozione di un’ottica di genere in tutte le declinazioni della vita sociale.</p>
<p>Promotrice di questo scenario di forte ripensamento/riformulazione delle politiche in senso lato verso una reale “uguaglianza nella differenza” spesso è stata ed è l’Unione Europea. L’UE ha sollecitato i governi nazionali e locali all’adozione di un approccio trasversale nei confronti delle pari opportunità, approccio che la Provincia Autonoma di Trento si è impegnata ad assumere mettendo in atto azioni volte all’integrazione sistematica del mainstreaming di genere all’interno delle proprie politiche pubbliche. In particolare la “Rete delle Elette” rappresenta un primo passo per la costruzione di uno strumento efficace di comunicazione e coordinamento tra tutte le amministratrici del territorio provinciale. La partecipazione dell’Associazione ADEle, nata sul territorio trentino come  rete delle donne elettrici, si propone di affiancare questo momento di condivisione e formazione per contribuire a trasformare il contesto sociale e soprattutto politico locale. Nello specifico condivide, con il presente progetto, la volontà di favorire lo sviluppo di  network trasversali ai diversi ambiti della politica e delle istituzioni per promuovere la partecipazione delle donne alle cariche pubbliche.</p>
<p>L’iniziativa nasce anche dal bisogno, espresso nel recente passato dalle neo-elette, di comprendere le dinamiche di formazione e di perpetuazione dei pregiudizi di genere oltre alla richiesta di una preparazione insieme tecnica, giuridica e amministrativa adeguata al peculiare contesto provinciale.</p>
<p>Il progetto “Genere, Politica e Governance” s’inserisce nel solco tracciato dal mainstreaming di genere ed intende portare dei contributi utili con riferimento a situazioni peculiari a livello provinciale. È infatti un momento di transizione, in cui sul piano locale s’impongono dei cambiamenti che riflettono sia “crisi” globali/nazionali (quali l’attuale crisi economica o la riforma scolastica) sia una riorganizzazione interna all’Autonomia provinciale (vedi elezioni Comunali e delle Comunità di Valle, proposte legislative). L’intento è quello di cogliere il mutamento nella fase embrionale e di fornirne una lettura di sviluppo secondo un’ottica di genere.</p>
<p>Attraverso la realizzazione dell’iniziativa “Genere, Politica e Governance” la Scuola intende perseguire i seguenti obiettivi generali:</p>
<ol>
<li>Promuovere la formazione di una cultura di genere e della corresponsabilità per realizzare la democrazia sostanziale</li>
<li>Fornire agli amministratori/governanti strumenti metodologici concreti per affrontare le sfide poste dalla conduzione quotidiana della cosa pubblica</li>
<li>Favorire la presa di coscienza che una maggior presenza femminile negli ambiti istituzionali /decisionali è fondamentale per una reale rappresentanza ugualitaria a</li>
<li>Considerare modalità e strumenti alternativi nel realizzare l’agenda–setting delle amministrazioni locali in un’ottica di genere e favorire l’implementazione di servizi attenti alle questioni della parità tra i sessi</li>
</ol>
<p>5-           Favorire la comprensione delle potenzialità insite nell’accettazione e rispetto delle differenze di genere, e la conseguente definizione del concetto di cittadinanza per la realizzazione di una democrazia effettiva.</p>
<p>All’analisi del contesto, s’affiancherà, per ogni area trattata, una riflessione sulle possibili evoluzioni della situazione attuale, suggerendo strumenti e metodologie d’intervento e prospettando in modo chiaro implicazioni e ricadute delle azioni. Fondamentale sarà a riguardo l’apporto di saperi e competenze dato dal Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale.  L’attività proposta dal progetto si propone di essere un momento di riflessione sulla realtà locale e uno spazio di “costruzione” e diffusione della consapevolezza di genere, come prima fondamentale acquisizione per la realizzazione di una democrazia effettiva.</p>
<p>In allegato presentiamo la <a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/ScuolaPREVlocandina.pdf">locandina</a> dei quattro momenti formativi per la promozione della cultura di genere e delle pari opportunità.</p>
<p>testo articolo in PDF</p>
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		<title>IL CONFINE INVISIBILE DELLA CITTADINANZA</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 08:19:38 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 29 ottobre 2010 la Scuola di Preparazione Sociale con la qualificata collaborazione dell&#8217;Università di Trento, del Laboratorio sulla sussidiarietà (Labsus), della Fondazione Trentina Alcide Degasperi e del Centro per la formazione permanente degli  insegnanti promuove una giornata di studio  dal tema &#8220;Il confine invisibile della cittadinanza: una nozione da ripensare e da comuniare &#8220;
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 29 ottobre 2010</strong> la Scuola di Preparazione Sociale con la qualificata collaborazione dell&#8217;Università di Trento, del Laboratorio sulla sussidiarietà (Labsus), della Fondazione Trentina Alcide Degasperi e del Centro per la formazione permanente degli  insegnanti promuove una giornata di studio  dal tema &#8220;<em><strong>Il confine invisibile della cittadinanza: una nozione da ripensare e da comuniare &#8220;</strong></em></p>
<p>Il volantino allegato illustra il programma della giornata</p>
<p><a href="http://www.sps.tn.it/wp/wp-content/uploads/SPS-CONFINEcittadinanzaVERS-definitiva1.pdf">SPS CONFINEcittadinanzaVERS definitiva[1]</a></p>
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		<title>FORMAZIONE OPERATORI</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 08:04:04 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[La Scuola di Preparazione Sociale sta effettuando per gli operatori della Civica &#8211; Rsa  di Trento, Angeli Custodi, Gardolo e Gabbiolo un corso di Formazione sul lavoro di equipe
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Scuola di Preparazione Sociale sta effettuando per gli operatori della Civica &#8211; Rsa  di Trento, Angeli Custodi, Gardolo e Gabbiolo un corso di Formazione sul lavoro di equipe</p>
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		<title>PROGETTO ISA</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 12:05:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sps</dc:creator>
				<category><![CDATA[progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[ISA –INCLUSIONE SOCIALE ATTIVA
corso FSE 2009_3G. 07.8
Questo progetto è:
• innovativo perché migliorerà un processo di inclusione sociale migliorando di conseguenza non solo la qualità della vita delle persone in esso coinvolte, ma anche del tessuto sociale in cui le stesse sono inserite
• radicato nel territorio per l’esperienza pregressa,la rete di partner,la risposta a priorità individuate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ISA –INCLUSIONE SOCIALE ATTIVA</p>
<p>corso FSE 2009_3G. 07.8<br />
Questo progetto è:<br />
• innovativo perché migliorerà un processo di inclusione sociale migliorando di conseguenza non solo la qualità della vita delle persone in esso coinvolte, ma anche del tessuto sociale in cui le stesse sono inserite<br />
• radicato nel territorio per l’esperienza pregressa,la rete di partner,la risposta a priorità individuate nella formazione degli adulti,con particolare attenzione alle problematiche sociali di inclusione e diritto di cittadinanza funzione di empowerment territoriale<span id="more-225"></span><br />
• coerente con bisogni e realtà del territorio – formare competenze trasversali e di civile convivenza &#8211; e con i bisogni del target – interazione e riconoscimento<br />
• innovativo per l’attenzione a contenuti e metodologia:inserisce nel processo azioni in continuum che preparano ed accompagnano i corsisti nei vari passaggi<br />
L’ integrazione del progetto con i programmi di sviluppo locale:<br />
Il progetto prosegue nell&#8217;azione pluriennale di risposta ai bisogni derivanti dalle migliori aspettative di vita della popolazione e attua una scelta di attenzione alle situazioni di disagio a rischio di aggravamento con particolare attenzione alle fragilità espresse dalla popolazione immigrata, soprattutto femminile. Nella proposta formativa sono presenti riferimenti all’attenzione all&#8217;ambiente, allo smaltimento dei rifiuti, al risparmio energetico, alla valorizzazione del commercio solidale e della filiera corta, al concetto di salute globale.<br />
Le pari opportunità e la conciliazione:<br />
Il progetto presta particolare attenzione al disagio espresso dalle donne, quale condizione di deprivazione socio lavorativa o di difficoltà nell’assumere un ruolo lavorativo stabile e compatibile con la propria situazione.Nella generale attenzione alle situazioni di  disagio e di emarginazione verrà valutata con particolare cura quella delle donne del<br />
flusso migratorio trentino ed della conciliazione con i tempi di vita, attraverso azioni positive di presa in carico del problema. Le donne sono la componente più fragile e nascosta dei migranti. Si muovono sul nostro territorio con desideri, bisogni ed aspettative spesso inespressi che, abbinati a situazioni di disagio, rischiano di sfociare in patologie sociali e di salute.Sono spesso chiamate a rispondere adeguatamente in situazioni di grave divario fra il mondo degli usi,delle tradizioni e dei doveri dei paesi<br />
d’origine e la realtà locale di cui i figli si fanno portavoce e di cui loro stesse percepiscono i differenti stimoli.<br />
Per chi è questo progetto<br />
6 PERSONE, CON PARTICOLARE RIGUARDO ALLE DONNE ED ALLE DONNE<br />
MIGRANTI , IN SITUAZIONE DI EMARGINAZIONE INOCCUPATI O DISOCCUPATI, SENZA DISTINZIONE DI ETA&#8217; E FORMAZIONE DI PARTENZA, IN FASE DI PRIMO INSERIMENTO LAVORATIVO O CON DIFFICOLTA’ NEL CERCARE E MANTENERE UN’OCCUPAZIONE. PER IL 50% DEI POSTI DISPONIBILI VERRA&#8217; DATA LA PRECEDENZA A DONNE. PER TUTTI E RICHIESTA LA DISPONIBILITA&#8217; A LAVORARE IN GRUPPO, ALLA SOTTOSCRIZIONE DEL PATTO FORMATIVO, AD ELABORARE UN PROGETTO CONDIVISO ANCHE CON LA RETE DI PERSONE E/O ISTITUZIONI DI RIFERIMENTO, NELL’OTTICA DI SUPERAMENTO DELLA SITUAZIONE DI DISAGIO.<br />
Obiettivi:<br />
• garantire un’azione formativa strettamente correlata al contesto di riferimento<br />
• avvalersi di risorse professionali qualificate ed operative negli ambiti di possibile inserimento per i formandi,<br />
• fare rete sinergica per la realizzazione e condivisione degli obiettivi del progetto<br />
• rilevare direttamente i bisogni<br />
• sostenere nel tempo le competenze e buone prassi,grazie alla costruzione di relazioni personali.<br />
La formazione consiste in<br />
• 144h di formazione d’aula e laboratori Modd da 1 a 9 e 11 e 12,<br />
• 360h di stage, Mod.10<br />
• 12h di formazione individualizzata pro capite per portfolio ed bilancio di competenze<br />
Mod.13<br />
• 6h o 12h di supporto individualizzato(consulenza orientativa 6hx6p e sostegno<br />
6hx3p)quale accompagnamento finale di approccio al mondo del lavoro.<br />
Mod 1–Presentazione, monitoraggio e conclusione del percorso formativo 6h<br />
Mod 2–Introduzione alla formazione e dinamiche di gruppo 16h<br />
Mod 3–Elementi di cultura e lingua italiana – 24h<br />
Mod 4–Cenni di diritto e di educazione civica 10h<br />
Mod 5–Conoscenze di base per l’accesso ai servizi del territorio 12h<br />
Mod 6–Introduzione alla sicurezza e alla salute sul lavoro 6h<br />
Mod. 7–Informatica di base e approccio alle nuove tecnologie 28h<br />
Mod 8–Elementi di orientamento ed accesso al lavoro 10h<br />
Mod 9–Preparazione,accompagnamento e verifica dello stage 20h<br />
Mod 10–Stage 360h<br />
Mod 11–Pari opportunità e conciliazione 4h<br />
Mod 12–Adempimenti ed informazioni organizzative 8h<br />
Mod.13- Portfolio e bilancio competenze 12h cad. individualizzata<br />
Supporto &#8211; Consulenza orientativa individualizzata 6h x 6<br />
Supporto &#8211; Sostegno alla scelta individualizzato 6h x 3</p>
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		<title>LA FIERA DELLE OMISSIONI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 12:36:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sps</dc:creator>
				<category><![CDATA[approfondimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal Settimanale &#8220;Vita Trentina&#8221;                                             di Vittorio Cristelli
C&#8217;è un distico nell&#8217;atto penitenziale all&#8217;inizio della messa in cui si  confessa di “aver molto peccato in pensieri, parole, opere ed omissioni”. Ed è  sulle omissioni che voglio soffermarmi, commentando il Meeting di Comunione e  Liberazione celebrato a Rimini la settimana scorsa. Si può far del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Settimanale &#8220;Vita Trentina&#8221;                                             di Vittorio Cristelli</p>
<p>C&#8217;è un distico nell&#8217;atto penitenziale all&#8217;inizio della messa in cui si  confessa di “aver molto peccato in pensieri, parole, opere ed omissioni”. Ed è  sulle omissioni che voglio soffermarmi, commentando il Meeting di Comunione e  Liberazione celebrato a Rimini la settimana scorsa. Si può far del male con i  pensieri, le parole e le opere, ma anche con il non pensare, non parlare, non  operare. Spesso anzi sono proprio le omissioni che con il loro silenzio urlano e  rivelano il modo effettivo di pensare, di dire e di agire. Un mio vecchio  professore così commentava le risposte lacunose: “Queste lacune mi rivelano un  mondo”.</p>
<p>C&#8217;è un distico nell&#8217;atto penitenziale all&#8217;inizio della messa in cui si  confessa di “aver molto peccato in pensieri, parole, opere ed omissioni”. Ed è  sulle omissioni che voglio soffermarmi, commentando il Meeting di Comunione e  Liberazione celebrato a Rimini la settimana scorsa.<span id="more-206"></span></p>
<p>Si può far del male con i pensieri, le parole e le opere, ma anche con il non  pensare, non parlare, non operare. Spesso anzi sono proprio le omissioni che con  il loro silenzio urlano e rivelano il modo effettivo di pensare, di dire e di  agire. Un mio vecchio professore così commentava le risposte lacunose: “Queste  lacune mi rivelano un mondo”.</p>
<p>Al Meeting di Rimini è stato invitato e ha parlato Marchionne,  l&#8217;amministratore delegato della Fiat che ha illustrato il suo piano di rilancio  della casa torinese nell&#8217;era della globalizzazione. Un piano che prevede  delocalizzazioni, nuove impostazioni del lavoro in fabbrica, nuovi rapporti con  i sindacati, e nuovo sistema di orari e di ferie. Ma ha omesso di dire – e  l&#8217;assemblea di farglielo notare – che tutto questo non deve avvenire attraverso  la negazione dei diritti dei lavoratori e del loro contratto collettivo  nazionale. Eppure è stato applaudito.</p>
<p>A Rimini è stato invitato e ha parlato pure il ministro degli Interni,  Maroni, intrattenendo sui suoi piani per la sicurezza. Ma ha omesso di dire – e  l&#8217;assemblea di ricordarglielo – dove finiscono gli immigrati respinti in Libia.  E pure che in Italia ci sarà più durezza che in Francia nell&#8217;espulsione non solo  dei Rom, ma anche dei comunitari che “non abbiano un lavoro sicuro e  un&#8217;abitazione decente”. Eppure è stato applaudito.</p>
<p>E&#8217; stata poi la volta del ministro Alfano, che ha parlato della riforma della  giustizia. Ma ha omesso di dire – e l&#8217;assemblea di farglielo notare – che ha in  mente di riproporre il lodo che porta il suo nome, introducendo l&#8217;immunità e la  non perseguibilità per le più alte cariche dello stato. Eppure è stato  applaudito.</p>
<p>Non è finita. Perché ha parlato pure il ministro Tremonti, illustrando come  ha già fatto nel suo libro diventato un best-seller, gli orizzonti  dell&#8217;economia, della finanza e della politica. In questo contesto ha pure  parlato dell&#8217;esigenza di austerità. Ma ha omesso di dire &#8211; e l&#8217;assemblea di  farglielo notare – che i costi non devono essere pagati solo dai ceti più  deboli. Eppure è stato applaudito.</p>
<p>Appunto i peccati di omissione. E non per casuale dimenticanza, ma voluti,  se, come si è potuto vedere alla televisione, a domande precise su tutti questi  argomenti i volontari ciellini rifiutavano di rispondere. Omissioni che rivelano  un mondo. E non da oggi perché già al tempo degli invitati socialisti di Craxi i  responsabili del Meeting dicevano: “Noi non guardiamo in faccia nessuno, basta  che appoggino le nostre opere”.</p>
<p>Di queste omissioni se ne sono accorti in parecchi. Tanto per citarne alcuni,  il direttore del <em>Trentino</em>, Alberto Faustini, ha parlato di “doppia  morale” e di “sfacciata propensione a chiudere un occhio”. Gad Lerner ha parlato  di “Chiesa privata” ed Eugenio Scalfari ha scritto che guardando al Meeting più  che di comunità cristiana si deve parlare di “lobby”.</p>
<p>Generale il riconoscimento a Cl della capacità di mobilitare legioni di  giovani. Ma è proprio ai giovani che si devono aprire gli occhi, non nascondendo  loro le ambiguità e le responsabilità del potere. Per stare alla cronaca di  questi giorni, nella critica al potere si è distinta <em>Famiglia Cristiana</em>,  il settimanale della San Paolo, meritandosi la segnalazione come “isola della  libertà e della schiettezza cristiana”. Per quanto riguarda la politica verso  gli immigrati e i Rom è stata seguita da voci di vescovi e di cardinali e da  quella dello stesso Papa Benedetto XVI.</p>
<p>Ebbene, il ciellino Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera, ha chiesto  pubblicamente che venga vietata la vendita di <em>Famiglia Cristiana </em>alle  porte delle chiese. Brutti tempi, quelli nei quali su argomenti che riguardano  l&#8217;uomo e i più poveri tra gli uomini si preferisce omettere di parlare.</p>
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