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Progetto “Liberi Da Dentro” – Carcere e pena riparativa

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Trento, aprile 2018 – Al via il progetto Liberi Da Dentro, per diffondere sul territorio una conoscenza reale del mondo del carcere, delle pene e del loro effetto sulle persone.

Attraverso il Bando per progetti in rete tra realtà culturali del territorio e biblioteche, ha avuto inizio sul territorio provinciale un percorso biennale dedicato all’approfondimento del mondo del carcere e di diverse tematiche ad esso correlate.

“Liberi Da Dentro” è un progetto sostenuto dalla Fondazione CARITRO e promosso da: Scuola di Preparazione Sociale,  Fondazione Franco Demarchi, Associazione “Dalla Viva Voce”, Associazione Quadrivium, Comune di Trento, Comune di Lavis, Comune di Riva del Garda, Rivista UnderTrenta, Sistema Bibliotecario Trentino, Museo Diocesano, Cooperativa ABCittà, Cinformi, APAS, ATAS, Conferenza regionale volontariato carcere Trentino Alto Adige, con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento.

Il progetto individua nei pregiudizi che circondano le problematiche legate al carcere un campo su cui è importante lavorare per conoscere e approfondire questo tema così delicato. Intensificando le iniziative volte al coinvolgimento della cittadinanza nel processo di accoglienza nel tessuto sociale delle persone sottoposte a condanne penali, il percorso proposto mira a diffondere nella cittadinanza una conoscenza reale del mondo del carcere, delle pene e del loro effetto sulle persone. Attraverso eventi e incontri pubblici, conferenze, spettacoli e film, si vuole puntare alla promozione di una cultura capace di sviluppare una visione di tipo riparativo e di alimentare il senso di una responsabilità sociale collettiva. Cuore di tutta la proposta è il dar voce a varie testimonianze di persone detenute o ex detenute, perché si ritiene che il processo della narrazione personale autobiografica possa essere uno strumento efficace per permettere ai cittadini di conoscere, in prima persona, vicende e dimensioni abitualmente escluse dal dibattito pubblico. Il progetto si avvale della metodologia della “Biblioteca Vivente”, un presidio culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa come metodo innovativo di dialogo e strumento di promozione di coesione sociale (bibliotecavivente.org).

Sono previste diverse attività, che avranno inizio il mese di aprile con un percorso culturale, proposto dall’Università della terza età e del tempo disponibile della Fondazione Franco Demarchi, dal titolo “Punire, Rieducare, Ripartire? Riflessioni sulla sanzione penale oggi in Trentino”. I temi trattati in questa prima iniziativa mirano a informare sui fondamenti costituzionali e normativi relativi alla sanzione penale, a dare la possibilità di ascoltare testimonianze dirette di persone che hanno avuto l’esperienza della detenzione, oltre che di operatori del settore e di volontari.

Gli incontri, in calendario tutti i giovedì, dal 5 aprile al 3 maggio, ore 17.00 presso la Fondazione Demarchi, puntano inoltre ad aprire un dialogo e una riflessione sull’efficacia delle misure sanzionatorie e ad offrire una visione alternativa della giustizia penale, anche in chiave riparativa.

Si inizierà con l’incontro “La pena cattiva non serve – Una pena sensata si può”, in cui interverranno Fulvio Cortese e Ornella Favero, per proseguire poi con “La scuola e il lavoro come strumenti di rieducazione”, che vedrà protagonisti Gloria Cannone e Amedeo Savoia. Di “Modelli di sanzione a confronto” parleranno, anche attraverso la testimonianza di una persona che sta scontando la pena in misura alternativa, Antonia Menghini e Katia Sartori. Interverranno poi Loris Forti e Daniela Arieti sulla “Giustizia retributiva e giustizia riparativa”, mentre nell’ultimo incontro “La città di Trento e il carcere”, prenderanno la parola rappresentanti istituzionali della Casa Circondariale di Trento, rappresentanti del servizio attività sociali della Provincia Autonoma di Trento e del Comune di Trento, volontari e operatori del terzo settore.

A conclusione di questo primo ciclo, sarà offerta a tutta la comunità la visione dello spettacolo “Dalla Viva Voce”, un recital per voce narrante, pianoforte e video (a cura di Quadrivium, associazione di musica contemporanea di Riva del Garda), che propone frammenti di storia autobiografica di alcuni detenuti raccolti da Amedeo Savoia, nella sua attività di insegnante di scuola e di operatore teatrale nel carcere di Trento. Il recital si alimenta delle reazioni emotive che spesso suscita nell’opinione pubblica la notizia di un reato e le confronta con le testimonianze di alcuni detenuti.

A seguire, cuore di tutta l’attività progettuale, le tre edizioni dell’evento Biblioteca Vivente “Narrazioni oltre le mura del carcere”, che avranno luogo a Trento, Riva del Garda e Lavis. I lettori potranno prendere in prestito un “libro umano”, conversando a tu per tu in maniera informale con persone che nella quotidianità non avrebbero occasione di incontrare. I libri umani saranno principalmente detenuti o ex detenuti, ma anche familiari, volontari e operatori del carcere, preparati attraverso un percorso di formazione. La metodologia della Biblioteca Vivente, verrà sviluppata secondo il modello ABCittà, centrato sulle dimensioni interculturale, partecipativa e funzionale (bibliotecavivente.org). I tre appuntamenti attualmente in programma, che troveranno spazio all’interno di feste e sagre nell’ambito delle rispettive comunità, avranno inizio a Riva del Garda, il 16 giugno (17.00-21.00, Piazza Battisti), proseguiranno a Trento, il 25 Giugno (18.00-21.00, Piazza Duomo) e si concluderanno a Lavis, il 7 Luglio (19.00-22.00, in centro storico).

Il programma proseguirà con una successiva calendarizzazione autunnale.

Nelle sedi delle biblioteche di Riva del Garda, Lavis e presso la Fondazione Franco Demarchi a Trento si organizzeranno proiezioni di film e conferenze a tema, in collaborazione con l’Università della terza età e del tempo disponibile.

Nelle scuole saranno proposti dei percorsi di educazione alla cittadinanza e di sensibilizzazione alla tematica del carcere, in presenza di uno o due testimoni che racconteranno come e perché sono arrivati in carcere, con riferimenti anche a storie di migrazione e di reinserimento sociale. A conclusione di questi, verranno riproposte alcune repliche del recital “Dalla Viva Voce”, anche in questo caso aperte a tutta la comunità.

Un ulteriore strumento per unire “dentro” e “fuori” sarà lo spazio dedicato al progetto da parte della rivista online “Under Trenta” del Servizio Attività Culturali della Provincia Autonoma di Trento. La rivista, che già opera come piattaforma editoriale aperta al più ampio pubblico sui temi di attualità, oltre che essere veicolo di divulgazione narrativa del progetto stesso, promuoverà la stesura di brevi scritti da parte dei partecipanti, siano essi detenuti, operatori, realtà associative o altri cittadini interessati all’iniziativa. Questi ultimi in particolare avranno la possibilità di recensire i “libri umani”, una volta preso parte alle iniziative di biblioteca vivente.

Il Progetto – info e programma aprile-luglio 2018

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Organizzare progetti di cittadinanza responsabile: volontariato alla SPS

Rinnoviamo anche per il 2017 la domanda per chi ha tempo e disponibilità per recuperare forze per i progetti di cittadinanza. La SPS comimagese tutte le associazione vive e prospera grazie all’impegno volontario dei suoi aderenti. A volte però ci si accorge che molte opportunità non si riescono a cogliere per la mancanza di forze…

Ecco allora una chiamata per chi ha qualche ora a disposizione e voglia di imparare: VOLONTARI per progetti di cittadinanza responsabile cercasi.

Offriamo a chi è appassionato ai temi della cittadinanza, della partecipazione dal basso, alla promozione dei principi democratici di imparare a organizzare eventi, seguire progetti di formazione, creare attività originali per coinvolgere la cittadinanza, reti e contatti politici ed istituzionali di primo livello, una realtà leggera e agile capace di incontrare i bisogni di una democrazia in affanno. In questo periodo siamo particolarmente alla ricerca di volontarie e volontari interessati a prestare alcune ore alla settimana per i servizi di segreteria senza orario rigido, in totale “volontariato”…

Contattaci all’indirizzo email o ai seguenti numeri:

3483960390 Alberto

3355639378 Lucia

 

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PROGETTO “LIBERI DA DENTRO” – TERZA TAPPA PERCORSO CULTURALE

Giovedì 19 aprile terzo appuntamento “Modelli di sanzione a confronto”, nell’ambito degli incontri settimanali del percorso culturale “Punire, Rieducare, Ripartire? Riflessioni sulla sanzione penale oggi in Trentino”. Il ciclo di conferenze fa parte del progetto biennale “Liberi Da Dentro”, che mira a diffondere sul territorio una conoscenza reale del mondo del carcere, delle pene e del loro effetto sulle persone. La sede dell’incontro sarà la Fondazione Franco Demarchi a Trento, in piazza S.M. Maggiore, n.7.

Antonia Menghini, garante dei detenuti della Provincia Autonoma di Trento e docente di diritto peniteziario all’Università di Trento, racconterà cosa sono le misure alternative e quale significato hanno nell’ordinamento penitenziario e per l’attuazione della Costituzione; Katia Sartori, Direttrice UEPE Bolzano, introdurrà poi  le misure alternative in Trentino Alto Adige e il ruolo dell’UEPE. A seguire, la testimonianza di Ricardo.

Anche questa volta, saranno offerti ai partecipanti alcuni assaggi dei prodotti dell’Economia Carceraria Italiana, commercializzati a Trento da Mandacarù. Sarà allestita inoltre un’esposizione dei prodotti della Cooperativa Sociale La Sfera.

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NEL SECONDO INCONTRO….

L’incontro precedente, “La scuola e il lavoro come strumenti di rieducazione”, con Gloria Cannone e Amedeo Savoia, si è aperto con l’incredibile testimonianza di Daniel, dal Biafra,

In fuga dai militanti Massob, per i quali era diventato un traditore, Daniel ha deciso di “attraversare il deserto, per evitare di partecipare al massacro” che avrebbe dovuto compiere, ritrovandosi poi clandestino in Italia, con tutto ciò che spesso ne consegue. L’esperienza del carcere, oltre ad avergli paradossalmente permesso di riprendere gli studi che, suo malgrado, da bambino era stato costretto ad abbandonare, gli ha permesso di capire il significato di libertà: “Prima pensavo fosse avere soldi in tasca per poter comprare ciò che volevo, invece libertà significa poter gestire il tuo futuro in un mondo migliore, senza vivere con paura, come quando spacciavo”.

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Amedeo Savoia, che è stato insegnante di Daniel nel carcere di Trento, ha introdotto poi, supportato dagli articoli della Costituzione Italiana e dalla sua pluriennale esperienza, le possibilità che il carcere offre dal punto di vista dell’istruzione, che è – e deve essere – lo strumento cardine per il recupero e lo sviluppo delle competenze idonee alla partecipazione alla vita sociale (art. 34 Costituzione).
Come si insegna in carcere? È necessario tenere a mente, ci dice Amedeo, che “la persona non è il suo reato. E questo non significa dimenticare le vittime, ma spostare il fuoco sulla persona. Bisogna aprirsi alla relazione e personalizzare gli interventi”.

L'immagine può contenere: una o più persone e spazio al chiuso

Gloria Cannone infine ha condiviso i dati raccolti nell’ambito del suo studio di ricerca sull’impatto del lavoro nella dimensione del carcere. La parte di analisi qualitativa ha mostrato come le ricadute emotive del lavoro in carcere siano degne di nota: è emersa infatti una correlazione positiva tra il tempo trascorso nelle cooperative di inserimento lavorativo e lo stato d’animo della persona, che vede un incremento di ottimismo e di interessi. La crescita conseguente all’attività lavorativa intracarceraria riguarda infatti sia l’aspetto professionale che personale. Il tasso di interesse riscontrato nel voler commettere recidive una volta fuori è al minimo.

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A conclusione dell’incontro, alle molte domande poste dai partecipanti, insieme ai relatori ha aiutato a rispondere Domenico Zalla, presidente della cooperativa sociale “Venature”.

Per dare un “assaggio” del lavoro all’interno del carcere, sono stati offerti degli ottimi prodotti dell’Economia Carceraria Italiana, commercializzati da Mandacarù, oppure acquistabili direttamente dal sito delle cooperative di inserimento lavorativo.

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PROGETTO “LIBERI DA DENTRO” – SECONDA TAPPA DEL PERCORSO CULTURALE

Giovedì 12 aprile secondo appuntamento “La scuola e il lavoro come strumenti di rieducazione” nell’ambito degli incontri settimanali del percorso culturale “Punire, Rieducare, Ripartire? Riflessioni sulla sanzione penale oggi in Trentino”. Il ciclo di conferenze fa parte del progetto biennale “Liberi Da Dentro”, che mira a diffondere sul territorio una conoscenza reale del mondo del carcere, delle pene e del loro effetto sulle persone. La sede dell’incontro sarà la Fondazione Franco Demarchi a Trento, in piazza S.M. Maggiore, n.7. Programma completo sul sito www.sps.tn.it

Il prossimo appuntamento del percorso culturale “Punire, Rieducare, Ripartire? Riflessioni sulla sanzione penale oggi in Trentino”, nell’ambito del progetto biennale finanziato dalla Fondazione Caritro “Liberi Da Dentro”,  è fissato per giovedì 12 aprile – dalle 17.00 alle 19.00 presso la Fondazione Franco Demarchi. I temi affrontati in questo 2° incontro saranno “La scuola e il lavoro come strumenti di rieducazione”.

La testimonianza di una persona che ha fatto l’esperienza della detenzione introdurrà l’incontro.
A partire dalla storia, Amedeo Savoia, insegnante di lettere presso la Casa Circondariale di Trento, approfondirà il tema de “La scuola in carcere come strumento per riprogettarsi”.
Il secondo spunto di riflessione sarà a cura di Gloria Cannone, sociologa impegnata nel campo dell’innovazione sociale, che presenterà il tema “Lavorare dentro e oltre il carcere. Una valutazione dell’efficienza e dell’efficacia”, accompagnata dalla testimonianza concreta di un operatore di una cooperativa sociale.
Ai partecipanti sarà offerto, da parte dei partner di progetto, un assaggio di prodotti dell’Economia Carceraria Italiana, a cura della cooperativa del commercio equo Mandacarù.

Il primo incontro:

Circa un centinaio di persone hanno partecipato  lo scorso giovedì 5 aprile al 1° incontro – “La pena cattiva non serve. Una pena sensata si può.  Fulvio Cortese, docente di diritto pubblico all’Università di Trento, ha spiegato come l’articolo 27 della Costituzione sulle pene per i colpevoli vada letto ed interpretato tenendo conto di tutto l’impianto personalistico e solidale del testo: il mondo carcerario non è un mondo a sé, ma una comunità da organizzare e da trattare alla stregua di tutte le altre che interessano i cittadini di questo paese. È la solidarietà e non la paura la linea che ci deve condurre. L’esperienza della rivista “Ristretti Orizzonti” come percorso di rieducazione è stata poi introdotta da Ornella Favaro, volontaria redattrice della rivista. Da lei è stata tratteggiata la differenza riscontrabile a seguito di una “pena cattiva”, senza speranza e senza integrazione, e a seguito invece di una “pena sensata”, integrata ed integrante. Un dato su tutti: il carcere classico vede un tasso di recidiva pari al 70%, mentre dopo misure integranti e combinate, la recidiva scende al 19%. Bruno infine, ha proposto la sua testimonianza, senza remore, con una coscienza sociale ed una conoscenza del mondo delle pene che ha arricchito e moltiplicato gli effetti conoscitivi della conferenza. Domande e risposte molto interessanti hanno concluso l’incontro,  a cui hanno partecipato soprattutto giovani.

Il Progetto – info e programma aprile-luglio 2018

 

platea Relatori

 

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PROGETTO “LIBERI DA DENTRO” – PRESENTAZIONE E PRIMI APPUNTAMENTI

Trento, aprile 2018 – Al via il progetto Liberi Da Dentro, per diffondere sul territorio una conoscenza reale del mondo del carcere, delle pene e del loro effetto sulle persone. “Punire, Rieducare, Ripartire? Riflessioni sulla sanzione penale oggi in Trentino” è il titolo del primo ciclo di proposte del progetto, un percorso culturale organizzato presso la sede della Fondazione Franco Demarchi a Trento, in piazza S.M. Maggiore, n.7, che si articola in cinque incontri tematici.

Liberi Da Dentro è un progetto finalizzato a diffondere sul territorio una conoscenza reale del mondo del carcere, delle pene e del loro effetto sulle persone. Attraverso la proposta di eventi e incontri pubblici, conferenze, iniziative nelle scuole, spettacoli e film e con il coinvolgimento della cittadinanza nel processo di accoglienza nel tessuto sociale delle persone sottoposte a condanne penali, si vuole puntare alla promozione di una cultura capace di sviluppare una visione di tipo riparativo e di alimentare il senso di una responsabilità sociale collettiva. Cuore di tutta la proposta è il dar voce a varie testimonianze di persone detenute o ex detenute, perché si ritiene che il processo della narrazione personale autobiografica possa essere uno strumento efficace per permettere ai cittadini di conoscere, in prima persona, vicende e dimensioni abitualmente escluse dal dibattito pubblico. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Caritro, ha come promotori: Scuola di Preparazione Sociale, Fondazione Franco Demarchi, Associazione “Dalla Viva Voce”, Associazione Quadrivium, Comune di Trento, Comune di Lavis, Comune di Riva del Garda, Rivista UnderTrenta, Sistema Bibliotecario Trentino, Museo Diocesano, Cooperativa ABCittà, Cinformi, APAS, ATAS, Conferenza regionale volontariato carcere Trentino Alto Adige, con il patrocinio della Provincia autonoma di Trento.

Le attività proposte hanno inizio con un percorso culturale, a cura dell’Università della terza età e del tempo disponibile della Fondazione Franco Demarchi, dal titolo “Punire, Rieducare, Ripartire? Riflessioni sulla sanzione penale oggi in Trentino”. I temi trattari in questa prima iniziativa mirano a informare sui fondamenti costituzionali e normativi relativi alla sanzione penale, a dare la possibilità di ascoltare testimonianze dirette di persone che hanno avuto l’esperienza della detenzione, oltre che di operatori del settore e di volontari. Gli incontri (in calendario tutti i giovedì, dal 5 aprile al 3 maggio, ore 17.00 presso la Fondazione Demarchi), puntano inoltre ad aprire un dialogo e una riflessione sull’efficacia delle misure sanzionatorie e ad offrire una visione alternativa della giustizia penale, anche in chiave riparativa. Si inizierà con l’incontro “La pena cattiva non serve – Una pena sensata si può”, in cui interverranno Fulvio Cortese e Ornella Favero, per proseguire poi con “La scuola e il lavoro come strumenti di rieducazione”, che vedrà protagonisti Gloria Cannone e Amedeo Savoia. Di “Modelli di sanzione a confronto” parleranno, anche attraverso la testimonianza di una persona che sta scontando la pena in misura alternativa, Antonia Menghini e Katia Sartori. Interverranno poi Loris Forti e Daniela Arieti sulla “Giustizia retributiva e giustizia riparativa”, mentre nell’ultimo incontro “La città di Trento e il carcere”, prenderanno la parola rappresentanti istituzionali della Casa Circondariale di Trento, rappresentanti del servizio attività sociali della Provincia Autonoma di Trento e del Comune di Trento, volontari e operatori del terzo settore. A conclusione del percorso, venerdì 4 maggio, ore 20.30 presso la Fondazione Demarchi sarà proposto il Recital “Dalla viva voce. Storie dal carcere”, spettacolo per voce narrante, pianoforte e video a cura dell’Associazione Quadrivium.

Il Progetto – info e programma aprile-luglio 2018

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Progetto POLIS: se la politica torna “viva” i giovani ci sono!

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Lucia Fronza Crepaz

Durante i mesi scorsi non abbiamo aggiornato molto il sito presi dalle varie attività. Tra i progetti realizzati grazie alla collaborazione con la Coop. Adam,  dalle amministrazioni locali e dalla Comunità di Valle, ce n’è uno cui siamo molto affezionati e cioè il Progetto Polis realizzato in Val di Fassa. Un gruppo di giovani si è impegnato per capire un po’ meglio cosa “serve” la politica nelle nostre democrazie e come si attua e come si sviluppa, e cosa c’entra con loro, i giovani, appunto.

Ne è risultato un percorso molto partecipato guidato dalla nostra Lucia Fronza Crepaz che attraverso una serie di tappe e di laboratori ha riesplodano i territori della politica mostrando i lati forse oggi un po’ nascosti ma che ci aiutano a rivalutare questa grande espressione delle società occidentali… oggi un po’ in affanno anche in Europa.

Il progetto si è concluso con un viaggio a Roma presso le istituzioni democratiche costruito grazie ai legami che Lucia ancora coltiva con quelle realtà e grazie anche alla collaborazione dei parlamentari e dei funzionari trentini che li operano.
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Fondazione Demarchi, al via il nuovo triennio. La SPS, socio ordinario, ne ha parlato con il Presidente Piergiorgio Reggio

Nei giorni scorsi come SPS abbiamo incontrato il Presidente incaricato per il prossimo triennio, Prof. Piergiorgio Reggio, per condividere alcune prospettive di sviluppo. Infatti, la dirigenza reinserita per i prossimi tre anni sta preparando le linee di sviluppo su cui investire maggiormente. Molte le idee sul tavolo da valutare e considerare nello specifico ma tanta voglia di collaborare assieme. Anche il 60′ dalla fondazione della SPS, piccola grande idea di Demarchi sorta nel 1957, sarà una occasione per condividere ad esempio un recupero storico ma anche prospettico dell’intuizione che ebbe Demarchi all’epoca, accanto a molte altre che ancora oggi portano l’eredità di un uomo che sapeva guardare avanti con intraprendenza missionarietà che sapeva fare sintesi del suo essere sacerdote ma anche persona attenta a i processi sociali, politici ed istituzionali.
Fond. DEMarchi trento

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Nuovo Progetto: Mappe e percorsi per superare le sottorappresentazioni di genere nelle istituzioni

SPS in collaborazione con il CSG (Centro Interdisciplinare degli Studi di Genere del Dipartimento diCSG
Sociologia e Ricerca Sociale) e il Comitato non Ultimi, è stata incaricata di realizzare un progetto presentato nell’ambito delle iniziative sostenute dall’Ufficio Pari Opportunità della Provincia Autonoma di Trento.  Il Progetto ha lo scopo di promuovere una piccola ricerca sull’attuale sotto raprresentazione delle donne nelle istituzioni pubbliche e in politica. L’obiettivo è quello di arrivare ad una mappa dei bisogni che poi possa essere assunta in corresponsabilità con Università e PAT per la realizzazione di percorsi di sostegno ad esempio in vista delle prossime elezioni provinciali.

Come è noto nell’ambito delle istituzioni rappresentative dell’autonomia provinciale si osserva un permanere dell’asimmetria di genere nei luoghi della rappresentanza politica ma anche nell’ambito delle istituzioni di nomina politica. I trend di sviluppo non sembrano in grado di supportare significativamente la presenza femminile presso gli organi dell’autonomia e il Trentino rimane una delle regioNon Ultimini prive di una legge che garantisce la rappresentanza di genere, come

già avviene anche a livello nazionale. Oggi, infatti, solo una donna è presente in giunta e solo 6 su 35 sono entrate in Consiglio in seguito alle scorse elezioni, di cui quattro con il PD, una con il PATT e una con M5S.

Questa situazione merita certamente investimenti di lungo periodo e SPS, anche per le esperienze maturate in passato ha sviluppato da tempo collaborazioni ed iniziative che hanno dimostrato il bisogno di procedere in questa direzione. Sono inoltre un eco su cui riflettere le consistenti polemiche sorte a margine e per reazione dei percorsi contro gli stereotipi di genere a scuola. Per queste ragioni e in funzione di una ripresa di iniziative di medio periodo, SPS, Comitato Non Ultimi e Centro S
tudi Interdisciplinari di Genere
e altri soggetti intendono promuovere sul territorio trentino una serie di iniziative volte a mappare la situazione in essere e a formulare una serie di proposte per affrrontare il tema della sottoraprresentazione di genere negli enti e nei luoghi della politica.

Infatti, ci si sta avvicinando con il 2017 alla preparazione della seconda fase della legislatura e si entrerà nelle prime articolazioni della campagna elettorale provinciale per il 2018. Come hanno dimostrato varie inziative e studi, il lavoro di sostengo alla presenza femminile nei luoghi di potere, passa inevitabilmente da un lavoro lungo in cui, raccolti dati e mappate le situazioni in essere si deve preparare per tempo un lavoro di acquisizione delle competenze e della consapevolezza per accompagnare il percorso di chi potrà/vorrà candidarsi alla prossima di entrare in questi luoghi.
Per sollecitare questa presa d’atto e per risvegliare un tema in parte sottotraccia in questo periodo si propone pertanto un lavoro di riposizonamento del dibattito su questi argomenti attraverso una campagna informativa diffusione di dati sulla realtà provinciale che possa genbrare un effetto positivo sugli interlocutori istituzionali e sull’opinione pubblica.

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Ciclo di seminari sulla “REGOLA d’ORO” in collaborazione con l’Università di Venezia Ca’ Foscari

Siamo giunti all’ULTIMO appuntamento è previsto per il 17 giugno 2017, alle ore 10 in via Saluga 3B, a Trento.

Interverranno Nicolò Sambo e Massimo Mior sul tema: Regola d’oro, interculturalità e futuro.

Seguirà piccolo rinfresco a conclusione dei lavori.

Il ciclo di seminari sviluppati grazie all’impegno di Damiano Simoncelli, componente del gruppo di coordinamento dei progetti SPS, ha offerto a tutt@ gli interessati un interessante percorso sul tema della Golden Rule, la Regola D’Oro, un principio antropologico presente in moltissime culture religiose e antropologiche. E’ l’equivalente del dettato evangelico che chiede di “Fare agli altri quello che vorremmo fosse fatto a noi stessi”. Un principio semplice quanto disatteso da molte nostre pratiche quotidiane così orientate ai contest, al superamento dell’altro in bravura e competenze, che vede un sistema capitalistico tutto spinto a visioni centralizzanti e per nulla inclusive. E’ il fondamento dei principi della solidarietà e della condivisione. E’ una proposta nata come offerta interna di approfondimento delle ragioni dell’impegno e poi però è cresciuta così bene grazie alla collaborazione con il CISE (Centro Interuniversitario di Studi sull’Etica) dell’Università Ca’ Foscari che abbiamo pensato di aprirlo a tutt@ coloro fossero interessat@.

E’ gradito, ma non obbligatorio, un cenno via mail (info@sps.tn.it) o via telefono se si intende partecipare al 392.30.444.88 (tel & WA). Sotto la locandina completa che si può scaricare qui: Progetto regola d’oro locandina aggiornato
Progetto regola d'oro locandina aggiornato

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Patto preelettorale, “idea da respingere” (#VitaTrentina)

urna coloriRilanciamo sulla nostra piccola sezione “Stampa” questo commento del nostro Presidente Alberto Zanutto sollecitato dal Direttore di Vita Trentina, Diego Andreatta.

La Scuola si interroga da tempo su questa relazione eletti ed elettori e ne assume tutta la complessità del momento… Cittadini che vogliono partecipare con meticolosa competenza (vedi Più Democrazia), in altri casi a tutti i costi (vedi Schutzen), e dall’altro una politica della rappresentanza che sembra non cogliere il passaggio storico della partecipazione cui stiamo assistendo. I voti sono contesi come fossero un “bottino” frutto di strategie prima che di impegno di servizio per offrire buon discernimento politico.

La SPS non smetterà mai di impegnarsi per questo originario impegno che ha portato i laici in politica. Da tempo stiamo lavorando per avviare un lavoro di respiro lungo su questi temi. Dalla scuola primaria alla rappresentanza comunale e provinciale.

Con l’impegno di tutti, possiamo rendere migliore questa relazione, bisogna volerlo, con pazienza.

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Il Direttivo incontra l’Assessore Luca Zeni

Nella serata del 15 febbraio, il Direttivo ha incontrato Luca Zeni per parlare recente adesione a Socio Ordinario della SPS della Fondazione Franco Demarchi e sulle prospettive di sviluppo che la Provincia affida a questo organismo orami entrato a pieno titolo tra le fondazioni a partecipazione pubblica.

E’ stato un momento di riflessione a voce alta anche in occasione dei 60 anni della fondazione della Scuola da parte di don Franco Demarchi di cui ricorre domani l’anniversario della morte avvenuta 12 anni fa (17 febbraio 2005).

(Nella foto di spalle: Giulia Grigolli, Lucia Fronza Crepaz e Mauro Divalerio)

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